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Offseason Ranking: gli Utah Jazz sono pronti al salto di qualità?

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Gli Utah Jazz hanno impostato definitivamente il proprio futuro con Darryn Peterson, Ace Bailey e Keyonte George. Cosa aspettarsi dai Jazz?

È probabilmente quello di Darryn Peterson il primo nome che viene alla mente se si pensa al presente ed al futuro degli Utah Jazz.
Il classe 2007 è stato infatti la seconda scelta assoluta dell’ultimo draft e, durante questa Summer League, ha fornito ulteriori motivi per ben sperare in lui da parte della franchigia dello Utah, viaggiando a ben 20.7 punti, 4 assist, 1 rubata ed 1.3 stoppate a partita.

UNO DEI PEZZI PIU’ IMPORTANTI

Non è però questo il solo punto cruciale per i Jazz: al termine dell’ultima (catastrofica) stagione Utah si è piazzata infatti all’ultimo posto Western Conference, a pari punteggio degli altrettanto catastrofici Sacramento Kings, cosa che ha spinto la franchigia a scambiare uno dei giocatori chiave. Walker Kessler ai Los Angeles Lakers, in cambio di ben 4 scelte per i draft futuri (2 scelte non protette nel primo round dei draft del 2031 e del 2033 ed il diritto di scambiare la propria scelta coi Lakers durante i draft del 2028 e del 2030). Ciò ha portato a risparmiare inoltre una cifra superiore ai 140 milioni di dollari in 5 anni per un eventuale rinnovo che sarebbe risultato eccessivamente oneroso per una franchigia con una necessità di ricostruire.

La posizione di pivot rimane al momento relativamente scoperta, con solo Nurkic e Mo Bamba centri veri e propri, e Markkanen e Jaren Jackson Junior possibili adattabili nel ruolo. Il talento di Peterson verrà unito a quello di alcuni giocatori già presenti in rosa, come il terzo ed il quarto sopracitati, rispettivamente chiamati a confermarsi come leader effettivo della franchigia e possibile giocatore di vertice nel proprio ruolo, in modo da confermare quanto di buono visto a Memphis (che lo ha scambiato a ridosso della trade deadline).

IL CONNUBIO TRA GIOVANI E VETERANI

Capitolo a parte per Keyonte George, giovane di buone prospettive che ha già intrapreso un interessante percorso di crescita, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto realizzativo, ma che è chiamato ad elevare ulteriormente la qualità del proprio gioco.
Da non sottovalutare è inoltre l’esperienza di Kevin Love, capace di indirizzare i più giovani verso una mentalità vincente.
Questi elementi potranno far divertire molto i tifosi già nella prossima stagione e si prospetta un futuro promettente in quel di Salt Lake City. Dobbiamo anche fare conto con le pick che Utah ha a disposizione e le eventuali trade che verranno fatte, sfruttando proprio l’abbondanza di scelte.
La risposta alla domanda iniziale non arriverà quindi nel futuro prossimo, ma nel corso dei prossimi anni potremo vedere una ricostruzione dei Jazz molto simile a quella messa in atto dagli Oklahoma City Thunder, come sperano ovviamente nello Utah.

COSA ASPETTARSI DA UTAH

Si preannuncia, con tutta probabilità, una stagione di transizione, volta a far comprendere quali potranno essere le mosse di mercato o societarie utili a costruire una squadra competitiva negli anni a venire, con la speranza di diventare una dinastia ai livelli dei Jazz degli anni ’90. La quasi certa impossibilità di peggiorare rispetto all’anno passato potrà solamente giocare al giovane roster di Utah, che vedrà i propri elementi liberi di esprimersi senza pressioni ed affinare la propria intesa ed efficienza.

(Immagine generata con Intelligenza Artificiale)

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